Unioncamere: nuovi dati sulle startup innovative

Startup innovative: i dati UnioncamereSono usciti il 16 febbraio 2015 i dati di UnionCamere che riportano i numeri delle startup innovative presenti nella sezione speciale del Registro Imprese.

 

Attualmente le startup innovative sono 3200, contro le 1829 nate nel 2014. Ancora una volta è Milano a confermarsi capitale delle startup, con 470 aziende registrate. Seguono Roma (270) e Torino (174). Ma anche città meno “metropolitane” non si fanno sfuggire l’occasione: sia a Napoli che a Trento le startup sono 96.

 

Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha affermato:

 

“Occorre intervenire con un approccio improntato alla semplificazione (utilizzando al meglio le norme e le strutture efficienti che già esistono) e alla sostenibilità economica nel tempo, anche per il bilancio pubblico, delle misure affinché possano diventare strutturali”.

 

I settori in cui operano le startup innovative

 

Tre quarti delle startup innovative sono attive nel settore dei servizi, poco più del 18% nell’industria e il 4% nel commercio. Più nel dettaglio, quattro imprese su 10 operano nelle attività terziarie legate alle nuove tecnologie (produzione di software, consulenza informatica e servizi di informazione), mentre il 16,7% si occupa di ricerca&sviluppo. All’interno del settore manifatturiero, la prevalenza va all’ICT, ossia a quei comparti che sviluppano la parte hardware (fabbricazione di computer) e le altre tecnologie di base (strumentazioni elettriche ed elettroniche).

 

I problemi delle startup innovative

Grazie all’indagine di Unioncamere e Ministero del Lavoro realizzata da Swg è possibile avere informazioni su cosa è comunemente considerato un ostacolo per le startup e come vorrebbero farle evolvere i loro fondatori. Sono consapevoli della necessità di evolversi e per questo l’88% delle startup ha già deciso di mettere in campo nuovi investimenti entro la fine del 2015, per la realizzazione di nuovi prodotti o servizi a elevato contenuto tecnologico. Ma qui iniziano i problemi: tra le principali difficoltà incontrate, proprio la mancanza di capitale necessario (35%) e la difficoltà di ottenere credito dalle banche (31%), oltre, però, a una eccessiva lentezza e complessità delle procedure amministrative (42%).

 

Per questo, fra quelle che, superata la fase di avvio, intendono investire in nuovi e funzionali prodotti e servizi per reggere le richieste del mercato, 4 su 10 hanno già deciso di avvalersi di risorse proprie, circa un terzo invece confida prevalentemente nei finanziamenti pubblici, il 27% nell’ingresso nel proprio capitale di business angel o società di venture capital, un altro 26% punta sui prestiti bancari e il 24% è pronto ad aprire l’impresa a nuovi soci.

 

Dove operano le startup innovative

L’orizzonte di riferimento commerciale delle startup innovative risulta relativamente ampio. Il 23% è attivo principalmente sul mercato internazionale (si sfiora però un terzo del totale nel caso delle start-up manifatturiere) e il 34% su tutto il territorio nazionale, mentre, all’opposto, appare contenuta (30%) la quota delle start-up che si muovono soprattutto sul mercato “di prossimità” (provinciale o regionale).

 

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