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La guerra dei taxi continua. E tra le startup si discute…

SiamoS photoTaxi e settimana della moda: ne abbiamo parlato e se ne parla ancora. Sui giornali spesso sembra che gli attori di questa battaglia siano Uber e i tassisti. Ma, se fosse così, sarebbe troppo semplice: a entrare nel dibattito ci sono anche le startup che si occupano di mobilità, come ezTaxi, app che permette all’utente di trovare un taxi nel minor tempo possibile. Grazie alle sue funzioni l’app permette anche il pagamento con carta di credito e avvisa l’utente quando manca un minuto all’arrivo del taxi, così da non doverlo aspettare in strada.

«E’ chiaro che tutti, anche i tassisti, si rendono conto che bisogna far fronte all’innovazione – spiega Tommaso Lazzari, ceo di ezTaxi, presente dal 2013 sulla piattaforma di SiamoSoci – siamo di fronte a una trasformazione in corso, e secondo me il vero competitor dei taxi non è nemmeno Uber, ma sono i servizi di carsharing come Car2Go ed Enjoy».

Come si pone ezTaxi nel dibattito tra tassisti e gli altri protagonisti del mondo della mobilità che sta infiammando Milano?

«Dicendo che all’innovazione si può rispondere solo con altra innovazione, se no saremmo ancora in giro con il calesse. Bisogna migliorare l’offerta in base alla richiesta, ma modellarla anche seguendo cosa fanno i competitor. Insomma, sappiamo che, per sopravvivere, il taxi deve diventare ancora più semplice e comodo da usare. E siamo qui per questo».

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Uber o taxi? E’ solo l’inizio

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Le modelle ce l’hanno fatta per un pelo: il 18 febbraio i tassisti hanno rimandato lo sciopero previsto per la seconda giornata della settimana della moda. Ma cosa succede a Milano?

La capitale meneghina è una delle città meglio servite dai mezzi pubblici d’Italia, ma per una volta non sono i dipendenti Atm a ribellarsi.

I tassisti stanno sono scesi in piazza contro l’app Uber, che opera nel mondo ncc (noleggio con conducente) e permette di prenotare un’auto con autista, saperne in anticipo la tariffa per il percorso e pagarla con carta di credito.

Gli autisti di taxi difendono la categoria e vanno all’attacco, considerando Uber un servizio taxi mascherato, accusandolo di fatto di concorrenza sleale. Ma Uber è solo l’inizio a Milano il car sharing in via di moltiplicazione (ad oggi, oltre al servizio offerto dal comune, GuidaMi, ci sono le offerte dei privati CarToGo, Enjoy, E-vai e Eq sharing), e prende sempre più piede anche il car sharing, come quello di BringMe. E da qualche tempo anche a Milano – come nel resto del mondo – sono arrivate anche le app che permettono di “chiamare” i taxi con un click, mettendosi in competizione direttamente con le cooperative come Cabeo. Uno dei suoi founder, Matteo, a proposito della “guerra milanese” afferma solo: “L’innovazione non si ferma con le mani”. E in questa impresa non è solo: anche con EzTaxi  l’utente trasmette la propria posizione al taxi  più vicino minimizzando i tempi di attesa e memorizzare sull’app i propri dati, facilitando così il pagamento con la carta di credito.

Photo Credits: Joakim Formo