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Anche SiamoSoci allo Startup Weekend Pescara!

Dopo l’esperienza di Barcamper e TechGarage, SiamoSoci continua la sua ricerca di talenti sul territorio nazionale.

Parte domani l’esperienza di Startup Weekend, a cui eravamo già stati quando si è tenuta a Talent Garden a Milano.

Stavolta la maratona di due giorni si sposta a Pescara, nella regione di Vincenzo Di Nicola, l’ingegnere che con la sua GoPago ha conquistato Amazon.

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Buone notizie dalle nostre startup: la crescita di Inoxsail

 

Aveva chiuso la sua campagna su SiamoSoci lo scorso dicembre, e la startup Inoxsail continua il suo percorso di crescita. L’impresa di Roberto Bosi è ormai dotata di un team completo grazie a nuovi collaboratori – sia sul lato di project management che su quello della comunicazione – ed è stata ammessa al bando regionale restart – startup e al bando di Confindustria Adottup (di cui vi abbiamo già parlato qui).

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La guerra dei taxi continua. E tra le startup si discute…

SiamoS photoTaxi e settimana della moda: ne abbiamo parlato e se ne parla ancora. Sui giornali spesso sembra che gli attori di questa battaglia siano Uber e i tassisti. Ma, se fosse così, sarebbe troppo semplice: a entrare nel dibattito ci sono anche le startup che si occupano di mobilità, come ezTaxi, app che permette all’utente di trovare un taxi nel minor tempo possibile. Grazie alle sue funzioni l’app permette anche il pagamento con carta di credito e avvisa l’utente quando manca un minuto all’arrivo del taxi, così da non doverlo aspettare in strada.

«E’ chiaro che tutti, anche i tassisti, si rendono conto che bisogna far fronte all’innovazione – spiega Tommaso Lazzari, ceo di ezTaxi, presente dal 2013 sulla piattaforma di SiamoSoci – siamo di fronte a una trasformazione in corso, e secondo me il vero competitor dei taxi non è nemmeno Uber, ma sono i servizi di carsharing come Car2Go ed Enjoy».

Come si pone ezTaxi nel dibattito tra tassisti e gli altri protagonisti del mondo della mobilità che sta infiammando Milano?

«Dicendo che all’innovazione si può rispondere solo con altra innovazione, se no saremmo ancora in giro con il calesse. Bisogna migliorare l’offerta in base alla richiesta, ma modellarla anche seguendo cosa fanno i competitor. Insomma, sappiamo che, per sopravvivere, il taxi deve diventare ancora più semplice e comodo da usare. E siamo qui per questo».

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Crisi dell’editoria? Abacus non ci sta e punta al digitale

25 anni di competenze e un mercato su cui diventare ancora più forti  

Mentre manca poco alla chiusura della call del Salone del Libro per le startup innovative che si occupano di editoria, vi presentiamo Abacus, una delle imprese presenti su SiamoSoci, che opera proprio in questo mondo: ce ne parla il fondatore Augusto Vecchi.

Augusto, come è nata Abacus?

«Da un viaggio a Lugano: la Vecchi Editore, da 25 anni protagonista del settore libri per ragazzi, rischiava di “sedersi sugli allori”. Tornando nella città Svizzera della mia gioventù, ho saputo che per il secondo anno consecutivo è stata nominata la “nazione più innovativa al mondo”. Infatti, ho percepito un fermento positivo che mi ha dato nuovi stimoli professionali e la voglia di rimettermi in gioco investendo nel settore digitale».

Qual è il vostro obiettivo?

«Mantenere la leadership in certi mercati e conquistarne di nuovi! Attualmente con la Vecchi Editore abbiamo il 4% dell’intero export nazionale italiano del nostro comparto. Con Abacus intendiamo diventare protagonisti globali anche della cultura digitale e dell’intrattenimento mobile. E con ill fatto che abbiamo già clienti in 42 paesi, questo obiettivo sarà più veloce».

Come è stato trasportare tutta la competenza editoriale nel settore digitale?

«Semplicemente una naturale evoluzione, dall’editoria cartacea a quella digitale. Con Abacus, tutte le piattaforme di e-commerce avranno la possibilità di avere in versione digitale tutti quei contenuti di qualità che per anni sono stati il core business della Vecchi Editore. Non vogliamo più commissionare a terzi lo sviluppo di un’App o un di un eBook: noi vogliamo che il know-how di questa tecnologia diventi proprietario per poter creare velocemente e improprio prodotti Abacus, nonché quelli dei nostri clienti editori».

Avete deciso di lanciarvi in un mondo che oggi è popolato di competitor…

«Anche in questo ci viene in aiuto l’esperienza: avere origine in una casa editrice che opera sui mercati internazionali ed è conosciuta per la sua serietà e prodotti di elevata qualità, è molto vantaggioso. Siamo abituati a competere a livello mondiale, ma i valori aggiunti che ci permetteranno di guadagnare nuove fette di mercato, saranno apportati anche dalla competenza e tecnologia di nuovi partner. Proprio in questi giorni siamo in trattativa con un colosso Tedesco della distribuzione e con un innovativo sviluppatore Cinese».

Cosa vuol dire lavorare nel settore culturale oggi?

«Essere tra coloro che sostengono la cultura è sicuramente un ruolo di responsabilità. Più volte siamo stati chiamati dal Ministero degli Esteri e da quello della Cultura a rappresentare l’Italia nelle fiere internazionali. Con Abacus continueremo la nostra mission aiutando genitori e bambini di tutto il mondo ad avvicinarsi alla cultura del libro, esso sia cartaceo o digitale. Già, perché se vogliamo che la classe dirigente di domani sia culturalmente preparata, dobbiamo fare in modo che i nostri figli amino la lettura».

Quali sono i prossimi passi di Abacus?

«Ci stiamo preparando per la presentazione ufficiale di Abacus, che avverrà a fine marzo in occasione della Children’s Book Fair di Bologna, dove saremo presenti con un grande stand di 32 m2. Nel frattempo si sono aperte le candidature per ricercare sviluppatori e web design, professionisti che andranno a formare il team digitale che si affiancherà all’attuale team commerciale».

Per saperne di più su Abacus, visita il suo profilo su SiamoSoci

StartuppaMI, fucina di idee a Coworking Login

In attesa dei  pitch

Imperativi della serata: porta una birra. E ricordati che uno startupper è un pugile

A  StartuppaMI, dove si incontrano gli startuppari (in tutti i sensi), si mangia, si beve e si chiacchera, ma la sfida è nell’aria. Qui le startup combattono, e come su ogni ring ogni bravo pugile ha il suo allenatore. Qui si chiama mentor ed è una startup che è già diventata un’impresa.

Per Yourope, piattaforma  che suggerisce i viaggi più affini a te – c’era Youmove.me, l’azienda B2B supportata da SiamoSoci che rende disponibili dati sui trasporti di qualsiasi tipo. A presentare Scratch and Screen  (piattaforma di Consumer-Generated Big Data), c’era Claudio Erba, Ceo di Docebo, Piattaforma E-Learning per la Fad. A presentare  MyAgonism, vincitore, è stato Giuseppe Ciuni, inventore della Fiera delle Startup. Per Aggiustami.it – l’aggregatore che permette di trovare la carrozzeria più vicina e conveniente per la riparazione dell’auto – a presentare è stato David Semeria, Ceo di Veespo, l’app che raccoglie opinioni e le traduce in numeri.

 

Cosa ci siamo portati a casa:

 I consigli di Duilio Macchi, ceo di Egriot, che ha raccontato le analogia delle vite di boxeur e startupper.

1)      Bisogna sempre fare training

2)      Sei sempre solo

3)      Devi avere un buon team

4)      Devi essere duro (ma con rispetto)

5)      Devi essere sempre avanti a te stesso

6)      Devi credere a chi ha fatto esperienza

Nella foto: perplessità sul bisogno di diventare pugili…

L’entusiasmo di Paolo Raineri, ceo di MYagonism.com (e del suo mentor Giuseppe Ciuni, della Fiera delle Startup). Il suo Linkedin dello sport (sue, ambiziose, parole) raccoglie i dati delle performance dei giocatori.

«Il nostro target ottimale – saranno le squadre che “fanno alveare”, cioè che guadagnano dal plusvalore tra la risorsa acquistata e la “rivendita” del giocatore».

Nella foto: la slide di Myagonism.com che ci ha conquistato

La voglia di provarci di   Scratch&Screen, Aggiustami.it, Yourope.

Ci vediamo al prossimo StartuppaMI!