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Cabeo, il tuo taxi in un click

matteo

Immaginate un mondo dove per avere un taxi basta un click: c’è già, e sta suscitando diverse polemiche. Non è una novità che nel mondo del trasporto su ruote ci sia una rivoluzione in atto, ve ne abbiamo già parlato: Matteo Pellegrini, 29 anni, vuole esserne un pioniere. Cabeo è un’app per smartphone che permette agli utenti di trovare il taxi più vicino a loro attraverso la geolocalizzazione: con un click il tassista viene avvisato e l’utente sa subito quanto impiegherà ad arrivare grazie all’algoritmo integrato nella piattaforma.
Tu hai portato l’idea in Italia – per ora a Milano – come ne sei venuto a conoscenza?

«Ho scoperto quest’app (Hailo) a Londra, dopo una festa in un posto lontanissimo da qualsiasi mezzo pubblico. Un amico me l’aveva installata sullo smartphone e io per curiosità l’ho provata. Cinque minuti dopo ero dentro il taxi che era arrivato da una stradina alle mie spalle: sarebbe stato difficile accorgermene da solo. Ed è stato anche l’autista a iniziare a tessere le lodi delle app».

Da innamorarsi di un’idea a fondare un’azienda, però, ce ne passa…

«Certo, ma io avevo già avuto esperienze imprenditoriali, la prima quando avevo 19 anni: lasciai l’università (economia aziendale) proprio per fondare un’azienda di import di vestiti dal Medio Oriente,. Nel 2009 ho fondato spedire.com che poi ho venduto nel 2012 per dedicarmi a Cabeo».

Quali sono le difficoltà per un la vostra impresa?

«So che la risposta più di moda è la burocrazia. Ma ti dirò: per noi sono gli interessi già esistenti nel mercato, in questo caso i RadioTaxi. I tassisti sono costretti a versargli tutto l’anno (anche quando non lavorano, quando sono in vacanza…) 200 euro al mese. Cabeo invece chiede al tassista solo 70 centesimi a corsa: imparagonabile. Infatti 600 tassisti su 5000, a Milano, sono già sulla nostra piattaforma: Per l’utente finale, invece, l’app è gratis».

Cos’hai da dire rispetto alla “guerra tra taxi” che si sta consumando proprio nella città Meneghina?

«Intanto vorrei sottolineare che Uber non è un nostro “vero” competitor. Noi non facciamo parte del mondo Ncc (noleggio con conducente) in senso stretto, operiamo solo con i taxi nel pieno rispetto delle regole. E’ evidente che una piattaforma più moderna che contenga tutto dalla chiamata, all’assegnazione al pagamento con la carta di credito è una cosa che è ormai attuale in tutto il mondo e noi vogliamo che lo sia anche in Italia, utilizzando i taxi, che hanno delle garanzie (il tassametro con tariffe certe e macchine controllate dal comune). Sulla “guerra” dico: la tecnologia non si ferma con le mani. E’ solo una questione di tempo; come sono spariti i cavalli come mezzi di trasporto, anche il sistema attuale cambierà, in meglio per tutti».

Uber o taxi? E’ solo l’inizio

uber taxi

Le modelle ce l’hanno fatta per un pelo: il 18 febbraio i tassisti hanno rimandato lo sciopero previsto per la seconda giornata della settimana della moda. Ma cosa succede a Milano?

La capitale meneghina è una delle città meglio servite dai mezzi pubblici d’Italia, ma per una volta non sono i dipendenti Atm a ribellarsi.

I tassisti stanno sono scesi in piazza contro l’app Uber, che opera nel mondo ncc (noleggio con conducente) e permette di prenotare un’auto con autista, saperne in anticipo la tariffa per il percorso e pagarla con carta di credito.

Gli autisti di taxi difendono la categoria e vanno all’attacco, considerando Uber un servizio taxi mascherato, accusandolo di fatto di concorrenza sleale. Ma Uber è solo l’inizio a Milano il car sharing in via di moltiplicazione (ad oggi, oltre al servizio offerto dal comune, GuidaMi, ci sono le offerte dei privati CarToGo, Enjoy, E-vai e Eq sharing), e prende sempre più piede anche il car sharing, come quello di BringMe. E da qualche tempo anche a Milano – come nel resto del mondo – sono arrivate anche le app che permettono di “chiamare” i taxi con un click, mettendosi in competizione direttamente con le cooperative come Cabeo. Uno dei suoi founder, Matteo, a proposito della “guerra milanese” afferma solo: “L’innovazione non si ferma con le mani”. E in questa impresa non è solo: anche con EzTaxi  l’utente trasmette la propria posizione al taxi  più vicino minimizzando i tempi di attesa e memorizzare sull’app i propri dati, facilitando così il pagamento con la carta di credito.

Photo Credits: Joakim Formo

Generazione startup: la parola ai protagonisti

Attorno a una startup spesso nascono miti che provocano interesse. Il partire da zero, l’idea geniale, l’impegno, il fare due lavori. È qu asi semplice aver voglia di fondare una startup. Ma la voglia di investirci? Quella sicuramente non è scontata, ma sicuramente è venuta a chi era presente all’evento di SiamoSoci ad Azimut Libera Impresa. Qui si sono incontrati e confrontati i protagonisti dell’ecosistema delle startup: 1.124 persone hanno riempito l’Auditorium della Fiera di Rho, il 29 gennaio, per l’incontro in cui il popolo degli investitori ha avuto la possibilità di toccare con mano il mondo dell’innovazione attraverso le parole di chi lo vive in prima persona.

Perché il mondo delle startup dovrebbe interessare allora investitori e protagonisti del mondo della finanza? Dai dati dell’introduzione di Dario Giudici, Ceo di SiamoSoci, è chiaro: chi non segue l’innovazione resta indietro e viene travolto, per questo è necessario essere pronti al cambiamento e cercare di comprendere dove siano le possibilità per la propria impresa.

Startup: 10 giorni in questo mondo

Una vecchia questione ministeriale irrisolta, eventi per creare app in ambito energetico-ambientale, un modo per passare dall’idea all’impresa in 54 ore, e poi uno sguardo a Europa&Usa. Dieci giorni nel futuro in sei notizie.

Miur e Startup: la storia infinita.

All’incirca dieci mesi fa, (13 Marzo 2013) era uscito bando Miur per Startup. 30 milioni di euro destinati a micro, piccole e medie imprese delle Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) attive da meno di sei anni che presentassero progetti per individuare soluzioni innovative in campi di particolare rilievo e attualità per lo sviluppo sociale ed economico dei territori.Qualcosa si è mosso, ma non in positivo: a luglio i progetti che avevano vinto il bando hanno dovuto presentare documenti per valutare la loro capacità finanziaria, ma a inizio gennaio è stato chiesto ai vincitori di ricapitalizzare, e gli importi in alcuni casi arrivano a corrispondere anche a più di 50 mila euro. Chi fa informazione e si occupa di start up si è scatenato, il Ministero si è difeso sostenendo che questo step era previsto, ma con un mea culpa. La soluzione per ora non è chiara, si parlava di ricapitalizzazione “a rate” per evitare che qualcuno fosse costretto a rinunciare al bando. Ma ci sono novità dal Ministero ed Economyup non ci sta, e sostiene che la rateizzazione della ricapitalizzazione e il reperimento dei tutor siano due palliativi poco sensati.

Sharing economy e innovazione sostenibile: occhi aperti.

Si è tenuto a Luiss Enlab, a Roma, Italy Cleanweb Hackathon. La maratona di programmazione per la creazione di app in ambito energetico-ambientale è solo una delle manifestazioni del movimento che spinge imprenditori, innovatori e imprese a far leva sulle nuove tecnologie dell’informazione per guidare enormi miglioramenti nella sostenibilità globale, la prosperità economica e il benessere umano. A vincere la manifestazione Electric Tree, app in cui ognuno può ottenere il suo albero elettrico personale che si nutre e cresce in base al risparmio energetico di casa propria. Anche l’attenzione per la Sharing Economy non si è ancora placata, anzi: tra hangout in cui si racconta cos’è, mappe di chi la fa in Italia ed eventi, molti sono convinti che il 2014 sarà il suo anno.

Startup Weekend sta arrivando a Milano, anzi a Talent Garden,  il 31 gennaio. Per chi fonda  una startup in 54 ore, in palio una borsa di studio offerta dalla fondazione Mind the Bridge per artecipare ad una delle sessioni 2014 della sua Startup School a San Francisco  e lo spazio di working gratuito per tre persone a Talent Garden per un mese. Per trasformare la vostra idea in un’impresa, cliccate qui.

L’Unione Europea inaugura il suo acceleratore. Si chiama piattaforma paneuropea e, anziché da un imprenditore, nasce da un’istituzione. Secondo Neelie Kroes,vice presidente dell’Unione Europa “…l’Europa ha bisogno di startup e di grandi aziende internazionali per diventare nuovamente un polo di crescita globale”.  Si chiama Startup Europe Partnership, e il suo obiettivo dichiarato è far sì che le start up crescano con una mentalità globale, non solo europea ma mondiale. Nel manifesto (qui in italiano) si parla di affrontare gli ostacoli della crescita economica con diverse modalità: abilità e formazione, accesso al talento, migliore accesso al capitale, riduzione degli ostacoli al successo, politica di dati, protezione e privacy, leadership di pensiero. A guidare le azioni di Startup Europe Partnership, la fondazione Mind the Bridge.

Yahoo, Google e Ebay fanno shopping. Yahoo ha acquistato Sparq, start up che si occupa di marketing mobile. La sua funzione sarà aiutare gli utenti a passare da un’app all’altra, interagendo con i contenuti, in pieno stile Marissa Mayer: monetizzare la base di utenti mobile per aumentare i ricavi. E, ovviamente, Google (ma ormai è quasi storia vecchia) si è comprato Nest per 3,2 miliardi di dollari.

Da Forbes a Business Insider, corre voce che, dopo i quasi 130mila dollari di vendite Overstock ha generato nel primo giorno in cui ne ha permesso l’utilizzo, anche Google stia cercando una modalità di pagamento attraverso Bitcoin, e da Ebay è già stato dato il via: dal 10 febbraio dovrebbe lanciare una categoria dedicata allo scambio di valute virtuali, nella sezione Annunci del Regno Unito.

Per saperne di più su

Miur e Startup:

Economy up

StartupItalia

Sharing Economy e innovazione sostenibile:

Italy Cleanweb

Startupweekend a Milano:

Talent Garden

L’Unione europea inaugura il suo acceleratore:

http://ec.europa.eu/digital-agenda/web-entrepreneurs

Google, Yahoo e Ebay fanno shopping:

Sparq

Pando