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H-ack bank is coming

Arriva il primo hackaton del 2014 dedicato al settore bancario

Sabato 8 febbraio, Roncade, ore 9: è questo l’appuntamento per gli hacker “bancari”. H-Farm organizza H-ack bank,  una 24 ore per trovare nuove soluzioni digitali alle sfide cui si trovano davanti i gruppi bancari. Gli operatori del business tradizionale, infatti, saranno aiutati da developer, designer e marketing specialist che cercheranno di risolvere “problemi” di banche a a trovare nuove idee e nuovi approcci di mercato attraverso strumenti digitali.

Cosa succede. Il fondatore di H-Farm, Riccardo Donadon, afferma che anche questa competizione è un “canale ideale per avvicinare i talenti e le aziende, unendoli in weekend super adrenalici finalizzati a risolvere i problemi reali delle imprese che partecipano. I giovani hanno modo di capire meglio il mondo delle aziende e farsi notare, queste ultime di raccogliere idee nuove”. Insomma, un altro modo per ricordare che  «Il treno dell’innovazione e delle opportunità sta passando e noi dobbiamo assolutamente salirci»: non basta parlare di innovazione e digitale, è necessario che chi già fa impresa e chi vorrebbe farla si incontrino sul terreno della concretezza, capendo cosa possono fare gli uni per gli altri.

In palio. Intanto, un premio da ognuna delle aziende partecipanti: i gruppi bancari Unicredit, Gruppo Banca Ifìs e Intesa San Paolo. Inoltre, i partecipanti possono anche entrare a far parte di H-Camp, il programma di accelerazione di H-Farm, in cui potranno continuare a sviluppare il proprio progetto.

Se siete developer, designer e marketing specialist interessati alla manifestazione, qui il link per iscriversi all’evento.

Viaggi nell’ecosistema start up: un giorno a Nana Bianca

6 aprile 2014: segnatevi questa data, perché sulla Hbo inizierà ad andare in onda Silicon Valley, la fiction su quattro amici – ovviamente nerd – che fondano una start up per trovare un  nuovo algoritmo di ricerca.

Mentre in Usa va già in tv, in Italia chi fonda start up spesso sta negli stessi posti. Gli spazi di coworking, o gli acceleratori, come Nana Bianca, a Firenze.

Noi ci siamo stati, e abbiamo parlato con almeno una ventina di founder. Tutte le loro start up sono state accelerate qui, ma hanno idee di impresa diverse almeno quanto lo sono loro, come persone e come imprenditori.

«Intanto le start up che lavorano qui non sono tutte uguali – spiega Federica, che da giugno si occupa di marketing e comunicazione a Nana Bianca – alcune hanno già fatto il loro ciclo di accelerazione e sono rimaste, come Buru Buru. Utilizzano lo spazio di coworking, e noi siamo ci teniamo a mantenere un rapporto costante con le startup accelerate per seguirne la crescita anche dopo l’accelerazione. Al primo piano invece ci sono quelle considerate “interne”, la cui gestione è affidata a Nana Bianca, come Viralize, Domee, Freapp. E ora siamo in attesa di quelle che parteciperanno ad Asteroids 3, prossimo programma di accelerazione».

I criteri per entrare in Asteroids 3 sono in sostanza molto simili a quelli della prima edizione, nel dicembre 2012: la start up deve già avere una versione α o β del prodotto, un team già formato con almeno uno sviluppatore, essere disposto a lavorare nella sede di Nana Bianca per almeno tre mesi. Il passaggio dai sei del primo programma di accelerazione  ai tre attuali è stato uno dei pochi cambiamenti di quest’anno, proprio perché Nana Bianca è un po’ lei stessa una start up, che si trasforma seguendo nuovi bisogni e necessità (dato che si autoalimenta facendo crescere progetti che hanno certi  requisiti, chiedendo in cambio una parte delle quote quando viene costituita la società).

Ma cosa sta succedendo a chi al programma di accelerazione ha già partecipato? Federica ci presenta uno a uno gli imprenditori già passati per i primi due Asteroids: dai fondatori di Sconto Digitale, che avevano partecipato al primo programma di accelerazione e da poco si sono lanciati nell’avventura di Vino75, alle ultime 4 arrivate (Gourmant, Sgnam, Wowcracy e Family Nation) che stanno avendo ottimi risultati, al punto di essere state tutte finanziate da Club Italia Investimenti. Ognuno aveva una storia da raccontare, la sua, e le leggerete qui nei prossimi giorni.

Antonella, da fan a startupper

Antonella è la Ceo di Fannabee. E la più grande fan italiana di Kylie Minogue. Meglio: Antonella è la Ceo di Fannabee perché è la fan n°1 di Kylie Minogue in Italia. E la sua storia ci racconta di chi non ha paura di essere imprenditore di se stesso per far nascere qualcosa di utile, grazie al proprio lavoro e alla propria passione.
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