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Venture capitalist e Business angels: questione di obiettivi

L’innovazione italiana non è ancora riuscita ad attivare un circolo virtuoso tra fondi di ventur capital e investimenti in startup.
I dati di Aifi (Associazione italiana del private equity e venture capital) parlano, per il 2015, di un totale di appena 122 operazioni e 74 milioni di euro destinati ad aziende in fase di early stage. Un bilancio magro rispetto alla media europea, sia nella quantità che nell’intensità degli investimenti veicolati dai ventur capitalist.

Così il Sole 24 Ore mette in luce la debolezza dell’ecosistema startup italiano, che vive di investimenti inferiori rispetto agli altri Paesi europei, ma c’è una tendenza “dal basso” che vale la pena considerare. L’equity crowdfunding e più in generale tutte quelle situazioni o progettualità che mettono in contatto investitori privati e nuovi imprenditori rappresentano una via interessante per quelle aziende che sono già attive sul mercato, con risultati dimostrabili o validate da acceleratori d’impresa.

Vediamo nel dettaglio due fattori che differenziano i venture capital dai Business Angels, detti anche investitori professionali.

Fasi di vita dell’investimento

  • Il Business Angel entra nel capitale di una startup in fase early, aspettandosi un ritorno più alto dell’investimento rispetto al VC
  • Il VC ha un profilo rischio/rendimento più basso, proprio perché interviene in una fase più avanzata di crescita
  • Un fondo di VC investe mediamente cifre più elevate per ciascuna startup, rispetto al Business Angel

Professionalità

  • Il fondo seleziona le startup per i propri investitori
  • Il Business Angel ha alle spalle una professionalità che gli permette di orientarsi autonomamente
  • Il Business Angel opera secondo le proprie disponibilità economiche e di tempo

Identikit di un Business Angel

Business Angel Identikit

Spesso si sente parlare dei Business Angel come di attori fondamentali nell’ecosistema delle startup: come sappiamo, della loro presenza in Italia non si parla da molto, anche se la Commissione Europea già nel 1996 aveva organizzato a Bruxelles la prima Conferenza per la rete europea dei Business Angel, e nel 1999 è nata Eban (European Business Angels network). In Paesi come l’Italia, in cui i fondi di Venture Capital non sono molti (anche se gli operatori del settore sono in crescita: nel 2014, Aifi ne ha  monitorati 188, contro i 171 del 2013), i Business Angel ricoprono però un ruolo fondamentale. E’ anche per questo che spesso le startup in Italia si rivolgono a loro, identificabili indicativamente come persone che sono disposte a investire capitali e competenze in una startup. Per una definizione più precisa, possiamo ricorrere sempre all’Unione Europea: 

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Come riconoscere una startup di successo

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L’Italia non è certo famosa per avere un bacino di potenziali investitori in startup – i business angel – particolarmente sviluppato. E’ vero, però, e i numeri lo dimostrano, che esistono persone interessate a questi business. A frenare un potenziale investimento in startup potrebbe essere la semplice domanda: come faccio a scegliere la startup “giusta” su cui investire, la cosidetta startup di successo?

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Bleenka: la Tinder italiana raccoglie 145.000 euro grazie a Siamosoci

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La nascita

E’ nata ormai da un anno e mezzo Bleenka, l’app italiana che si ispira a Tinder. La sua culla, però, non è stata la Silicon Valley, ma  la Sicilia: Bleenka infatti ha preso vita a uno Startup Weekend a Catania, nel maggio 2013. E’ stato lì che i cofondatori, Luca Martino ed  Enzo Leonardi, hanno vinto un viaggio alla Startup School di Mind the bridge a San Francisco.
L’app è stata poi lanciata a gennaio 2014, e a marzo è arrivata in finale alla startup competition di B-Ventures.

Di cosa parliamo quando parliamo di startup

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E’ molto imbarazzante entrare in una conversazione in cui tutti usano una terminologia a voi sconosciuta. Data la quantità di termini riguardanti il mondo delle startup, è utile un glossario che durante eventi e networking, o se vi state avvicinando a questo mondo, aiuti a non perdersi durante le conversazioni. Eccolo!