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Post su Nanabianca: il marketing delle app

Marketing App
Venerdì 7 febbraio su Nanabianca è uscito un interessantisimo post di Alessandro Sordi a proposito del marketing delle app.

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Crisi dell’editoria? Abacus non ci sta e punta al digitale

25 anni di competenze e un mercato su cui diventare ancora più forti  

Mentre manca poco alla chiusura della call del Salone del Libro per le startup innovative che si occupano di editoria, vi presentiamo Abacus, una delle imprese presenti su SiamoSoci, che opera proprio in questo mondo: ce ne parla il fondatore Augusto Vecchi.

Augusto, come è nata Abacus?

«Da un viaggio a Lugano: la Vecchi Editore, da 25 anni protagonista del settore libri per ragazzi, rischiava di “sedersi sugli allori”. Tornando nella città Svizzera della mia gioventù, ho saputo che per il secondo anno consecutivo è stata nominata la “nazione più innovativa al mondo”. Infatti, ho percepito un fermento positivo che mi ha dato nuovi stimoli professionali e la voglia di rimettermi in gioco investendo nel settore digitale».

Qual è il vostro obiettivo?

«Mantenere la leadership in certi mercati e conquistarne di nuovi! Attualmente con la Vecchi Editore abbiamo il 4% dell’intero export nazionale italiano del nostro comparto. Con Abacus intendiamo diventare protagonisti globali anche della cultura digitale e dell’intrattenimento mobile. E con ill fatto che abbiamo già clienti in 42 paesi, questo obiettivo sarà più veloce».

Come è stato trasportare tutta la competenza editoriale nel settore digitale?

«Semplicemente una naturale evoluzione, dall’editoria cartacea a quella digitale. Con Abacus, tutte le piattaforme di e-commerce avranno la possibilità di avere in versione digitale tutti quei contenuti di qualità che per anni sono stati il core business della Vecchi Editore. Non vogliamo più commissionare a terzi lo sviluppo di un’App o un di un eBook: noi vogliamo che il know-how di questa tecnologia diventi proprietario per poter creare velocemente e improprio prodotti Abacus, nonché quelli dei nostri clienti editori».

Avete deciso di lanciarvi in un mondo che oggi è popolato di competitor…

«Anche in questo ci viene in aiuto l’esperienza: avere origine in una casa editrice che opera sui mercati internazionali ed è conosciuta per la sua serietà e prodotti di elevata qualità, è molto vantaggioso. Siamo abituati a competere a livello mondiale, ma i valori aggiunti che ci permetteranno di guadagnare nuove fette di mercato, saranno apportati anche dalla competenza e tecnologia di nuovi partner. Proprio in questi giorni siamo in trattativa con un colosso Tedesco della distribuzione e con un innovativo sviluppatore Cinese».

Cosa vuol dire lavorare nel settore culturale oggi?

«Essere tra coloro che sostengono la cultura è sicuramente un ruolo di responsabilità. Più volte siamo stati chiamati dal Ministero degli Esteri e da quello della Cultura a rappresentare l’Italia nelle fiere internazionali. Con Abacus continueremo la nostra mission aiutando genitori e bambini di tutto il mondo ad avvicinarsi alla cultura del libro, esso sia cartaceo o digitale. Già, perché se vogliamo che la classe dirigente di domani sia culturalmente preparata, dobbiamo fare in modo che i nostri figli amino la lettura».

Quali sono i prossimi passi di Abacus?

«Ci stiamo preparando per la presentazione ufficiale di Abacus, che avverrà a fine marzo in occasione della Children’s Book Fair di Bologna, dove saremo presenti con un grande stand di 32 m2. Nel frattempo si sono aperte le candidature per ricercare sviluppatori e web design, professionisti che andranno a formare il team digitale che si affiancherà all’attuale team commerciale».

Per saperne di più su Abacus, visita il suo profilo su SiamoSoci

Checkbonus: ufficiale la partnership con Marco Polo Expert

C’era già stata la partnership con Bricosport, ora è arrivata quella con Marcopolo Expert, leader nella grande distribuzione per l’elettronica. Pierluigi Casolari non è solo il Ceo di Checkbonus, l’app che funziona come una fidelity card, ma anche uno dei vicini di scrivania di SiamoSoci, e davanti ha un caffè ha commentato positivamente la partnership:

«L’elettronica di consumo rientra perfettamente nel nostro target , perché gli utenti di tale insegne hanno rispetto magari al supermarket, più difficoltà nell’uso della carta fedeltà, dato che il cliente tipo visita il negozio in media una volta ogni tre o quattro mesi. Sicuramente Checkbonus è considerato un potenziale incentivo per aumentare la frequentazione del punto vendita».

Uber o taxi? E’ solo l’inizio

uber taxi

Le modelle ce l’hanno fatta per un pelo: il 18 febbraio i tassisti hanno rimandato lo sciopero previsto per la seconda giornata della settimana della moda. Ma cosa succede a Milano?

La capitale meneghina è una delle città meglio servite dai mezzi pubblici d’Italia, ma per una volta non sono i dipendenti Atm a ribellarsi.

I tassisti stanno sono scesi in piazza contro l’app Uber, che opera nel mondo ncc (noleggio con conducente) e permette di prenotare un’auto con autista, saperne in anticipo la tariffa per il percorso e pagarla con carta di credito.

Gli autisti di taxi difendono la categoria e vanno all’attacco, considerando Uber un servizio taxi mascherato, accusandolo di fatto di concorrenza sleale. Ma Uber è solo l’inizio a Milano il car sharing in via di moltiplicazione (ad oggi, oltre al servizio offerto dal comune, GuidaMi, ci sono le offerte dei privati CarToGo, Enjoy, E-vai e Eq sharing), e prende sempre più piede anche il car sharing, come quello di BringMe. E da qualche tempo anche a Milano – come nel resto del mondo – sono arrivate anche le app che permettono di “chiamare” i taxi con un click, mettendosi in competizione direttamente con le cooperative come Cabeo. Uno dei suoi founder, Matteo, a proposito della “guerra milanese” afferma solo: “L’innovazione non si ferma con le mani”. E in questa impresa non è solo: anche con EzTaxi  l’utente trasmette la propria posizione al taxi  più vicino minimizzando i tempi di attesa e memorizzare sull’app i propri dati, facilitando così il pagamento con la carta di credito.

Photo Credits: Joakim Formo

Gaming startup: 5 cose su Balzo

 

Sono arrivate la settimana scorsa in Italia i numeri da brivido su Supercell, la startup miliardaria protagonista del gaming mobile. Sulla nostra piattaforma ci sono tre ragazzi che inseguono lo stesso sogno: sono quelli della startup Balzo. Li abbiamo incontrati a Nana Bianca. Abbiamo giocato con le loro app. E ve li “riassumiamo” così:

Cosa dimostrano. Come funziona oggi il mercato delle app: i grossi player non mancano, ma un team indie può competere se propone piccoli prodotti curatissimi, e questa cura è riscontrabile nei feedback utenti.

Caratteristica più marcata. Producono giochi originali, o ispirati a giochi classici. Ad esempio, Kroms riprende un vecchio gioco, ma con una raffinatezza inestimabile nell’aspetto grafico e nella musica. E la soddisfazione piena sta nella retention, la metrica più importante: quanto gli user restano attaccati al gioco.

Problema del loro settore. La visibilità. Il mercato è ricchissimo e in espansione. Le possibilità ci sono, ma solo se si ha spinta iniziale per diventare visibili.

Perché Balzo è famosa. Apple ha nominato diverse volte i loro giochi come migliori della settimana.

Cosa amano del loro lavoro. Il trovarsi ciclicamente a ideare e progettare qualcosa di qualcosa di nuovo.

Il nostro preferito: Vincenzo, che nello stesso anno si è sposato e ha lasciato il proprio posto a tempo indeterminato. Good Luck!

Dove li trovate: su SiamoSoci!

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