Startup Weekend @Milano

La neonata startup Keep My Stuff si aggiudica il premio di TagMilano

A diciassette anni nel weekend si possono fare tante cose, dall’andare al cinema al farsi un giro. Meno gettonato, e sicuramente non da tutti, è vincere il primo premio di Startup Weekend Milano: sono stati proprio Michele, Enrico, Singh e Rosario, i più giovani iscritti alla gara, i vincitori del premio di Tag Milano, un mese gratuito nello spazio di coworking. «Andiamo a scuola insieme, al Galileo Galilei di Crema – spiegano tranquillamente – siamo amici. Il primo giorno (venerdì, ndr) abbiamo presentato quattro pitch, uno a testa, ed è passato quello di Keep My Stuff».

Un termine per descrivere il progetto: augmented security. L’obiettivo è aumentare la capacità di reazione dopo eventuali furti: la strada, secondo i ragazzi, è rendere le telecamere di sicurezza “più intelligenti”. Come? Utilizzando i sensori per una visione stereoscopica, affinché registrino non le foto, ma i movimenti delle persone, attraverso la creazione di un modello 3d della persona, privo però di tratti identificativi.

Ma come è nata questa idea? «La tecnica è mutuata da altri sistemi, come quelli dei videogiochi, e riteniamo che possa essere un buon punto di partenza per ulteriori evoluzioni, come le indagini di mercato: se si riuscisse a indirizzare i dati di dove si accumula l’attenzione dei clienti, ad esempio, nei supermercati…» spiegano loro stessi. E, alle domande sui prossimi obiettivi, sono diretti e sinceri: «Per ora è solo un’idea. Ma la vittoria ci fa pensare che è il momento di ottenere fondi per rendere “veri” i prototipi. E i progetti nella testa sono tanti, ma forse è meglio concentrarsi prima sul completamento di questa prima ipotesi».

Ma come sono arrivati qui? Illuminazione divina? O indicazione di qualcuno? Decisamente la seconda: è stato il loro professore di sistemi e informatica, Cesare Bornaghi, a informarli della competizione. E a portarli qui. Ma è una cosa compatibile con lo studio? «In un Paese che si lamenta della lontananza tra scuola e mondo del lavoro, questo è un modo di colmare quel gap. E non è detto che questo “tentativo” (questi ragazzi sono i primi minorenni a partecipare a Startup Weekend di Milano attraverso il professore, ndr) non si trasformi in un percorso di alternanza scuola – lavoro». Nessuna preoccupazione dunque che il contest e la creazione di startup possano distrarre dalla scuola: ci si può dedicare nel weekend o nelle ore pomeridiane, anche attraverso la rete. Insomma, nessuno strale contro il sistema dell’istruzione che non va cambiato in sé e per sé, dato che questa vittoria dimostra che l’istruzione italiana «si trova a un ottimo livello».

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