Sgravi per gli investimenti: si apre il mercato delle telecomunicazioni

Grazie all’entrata in vigore del decreto Destinazione Italia qualcosa sta cambiando nel mercato delle telecomunicazioni. Fino a oggi infatti, se un imprenditore avesse voluto investire nel settore, sarebbe stato obbligato a pagare contributi amministrativi pari a qualsiasi altro operatore (indipendentemente dagli anni già passati sul mercato e dalla dimensione). Il problema si poneva perché questi contributi erano basati sul potenziale bacino di utenza, col rischio oggettivo di lasciare la possibilità di operare solamente ai colossi.

Grazie alla modifica dell’ allegato 10 del Codice delle comunicazioni, invece, sotto i 50.000 utenti potenziali i contributi sono ridotti e scaglionati (ogni 1.000 utenti), sia per la realizzazione di reti pubbliche di comunicazioni, sia per la fornitura del servizio telefonico accessibile al pubblico. Per chi si occupa di banda larga e ultralarga, quindi, secondo Assoprovider, sarà agevolato «l’accesso al mercato delle Tlc, di tutte le imprese innovative di qualsiasi dimensione, proprio per la grande accelerazione che queste possono dare allo sviluppo delle reti di nuova generazione».

Saranno contente le startup della nostra piattaforma? Speriamo di sì, e che sempre più misure diventino atti concreti.

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Corriere Comunicazioni

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