Sgravi fiscali e investimenti in startup: a che punto siamo?

Benché siano sempre più numerose le testate che si occupano di startup e innovazione, quando si parla di investimenti in questo settore, le voci sono spesso discordanti ed è difficile trovare dati univoci su quel che accade in questo mondo, come si vede da una semplice ricerca su Google:

Allo stesso tempo ci sono diversi attori che non si occupano di informazione ma di sviluppare business in questo settore, come Digital Magics, l’incubatore di progetti digitali che fornisce servizi di consulenza e accelerazione a startup e imprese, per facilitare lo sviluppo di nuovi business tecnologici. Settimana scorsa, infatti, l’incubatore ha presentato White Paper per le startup, presentato all’interno dell’Internet Festival 2015 di Pisa, una proposta in otto punti al Governo Italiano per dare nuovo vigore al sistema dell’innovazione in Italia e per promuovere un’azione politica mirata a favore delle startup digitali e delle loro potenzialità. A collaborare alla stesura anche Paolo Barberis, uno dei soci fondatori di SiamoSoci  e di Nana Bianca, uno dei nostri preferred partner. Al primo punto del White Paper emerge un punto che sta a cuore a chiunque, come noi, si occupi di attirare capitali sulle startup innovative. Proprio il primo suggerimento del White Paper è importante per chiunque operi in questi mondo, e tratta delle agevolazioni fiscali per le startup:

 

Revisione del credito d’imposta Irpef dal 19% fino al 30-40% per investimenti in startup innovative, applicando anche in Italia quanto previsto dal modello anglosassone. Agevolazioni fiscali per i soggetti dell’imposta sul reddito delle società (Ires), estendendone la deducibilità al 30%
Attualmente, infatti, gli sgravi fiscali per chi fonda – o investe in una startup innovativa non rispettano in nessun modo tale modello, come emerge dalla nostra infografica:
Sgravi-Fiscali-investimenti-in startup

Visita la sezione ecosistema del blog con tutte le infografiche

Una situazione che non soddisfa né i fondatori delle aziende, che sempre più spesso sono costrette ad aprire fuori dall’Italia, o a chi ha il desiderio di investire sull’economia reale e sul non quotato.

Sono sette gli altri punti che compongono il documento, di cui selezioniamo quelli maggiormente interessanti dal punto di vista di chi investe:
  • POTENZIARE IL CROWDFUNDING
    Revisione del regolamento Consob sull’equity crowdfunding per:
    -rivedere al rialzo le soglie di non applicazione di obblighi relativi a Direttiva MiFID;
    -rimuovere vincolo di sottoscrizione da parte delle banche del 5%;
    -previsione di un modulo unico di profilazione MiFID.
  • GLI INVESTIMENTI DEGLI OICR IN INNOVAZIONE
    Rimozione limiti normativi e previsione di incentivi per gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) per le società di gestione del risparmio (SGR) in investimenti diretti o indiretti in startup.
  • L’INDUSTRIA DEL RISPARMIO E LE STARTUP
    Creazione di Fondi di tipo aperto per garantire la raccolta, tramite investimenti, di almeno 1 miliardo di Euro derivanti dall’industria del risparmio verso le startup.
  • FONDO DI MATCHING PER SEED CAPITAL
    Creazione di un Fondo di matching con Cassa Depositi e Prestiti, coinvolgendo player industriali italiani, investitori istituzionali e investitori qualificati che co-investano con il Fondo in fase seed (fino a 1 milione di Euro), con possibilità di effettuare operazioni successive fino a 1,5 milione Euro.
Proprio perché i contenuti sono decisamente interessanti per chi è intenzionato a investire in questo mondo, ci piacerebbe conoscere le vostre opinioni in merito. Potete utilizzare i commenti per segnalarci le vostre idee!