Pre-money vs Post-money

Equity

Uno degli aspetti critici che le startup in cerca di risorse, come quelle su SiamoSoci, devono affrontare è certamente il processo di valutazione. Il finanziamento in equity*, necessario per il funzionamento di una società che ancora non è in grado di generare liquidità sufficiente per la remunerazione di un prestito, cambia l’assetto proprietario e lo fa proprio in base al valore che la startup si dà.

 

Una formula magica?

I termini chiave, che identificano i due momenti fondamentali del private equity placement, sono pre-money  e post-money. Si tratta di due definizioni che, come è intuibile, si riferiscono al valore antecedente l’ottenimento di un finanziamento e a quello seguente.

L’equazione a cui rispondono i valori in campo è la seguente:

 

Pre-money valuation + Investment = Post-money valuation

 

Anche se questa “formula” sembra semplice, è di fondamentale importanza perché il valore assegnato alla startup in fase di finanziamento incide sull’assetto societario che la stessa avrà ad operazione conclusa.

A parità di valore assoluto dell’investimento, infatti, differenti valutazioni pre-money implicano la diversità sia del peso dell’investitore sia dei valori post-money. La tabella chiarisce meglio il concetto.

CatturaPM

Nell’esempio proposto, in caso di valutazione pre-money pari a 340k euro, l’importo di 60k euro permette all’investitore di acquisire una quota di equity del 15% che raddoppia se la valutazione pre-money è, invece, 140k euro.

 

Non solo regole

E’ chiaro che la fase di valutazione e il metodo utilizzato per realizzarla sono basilari. La difficoltà principale alla base dell’assegnazione di un valore a una società che sta muovendo i suoi primi passi è l’assenza di dati oggettivi: per assegnare una quotazione all’entità aziendale, nella teoria economica, occorre utilizzare quegli indici di bilancio  che la startup non ha ancora.

Si apre, quindi, il campo sterminato dei processi soggettivi in cui l’errore più comune è quello di pervenire ad una valutazione eccessiva della startup, perché ognuno è portato a sovrastimare la propria idea o perché si crede sia più facile negoziare al ribasso i termini dell’investimento. Esistono diversi modelli che permettono di ottenere un valore indicativo della propria startup sulla base di parametri quali il Team e le sue competenze, l’Idea e il suo stato di avanzamento, il Mercato; tuttavia nessuno di essi vi darà un valore universalmente valido, non solo per via della soggettività di cui parlavamo, ma anche a causa di numerose variabili difficilmente quantificabili. Esiste una norma generale che regoli la fase di valutazione? La risposta risiede nell’applicazione di un principio semplice quanto chiaro: coerenza. Il dato pre-money della startup deve rispondere all’effettivo status di sviluppo del progetto.

 

Un esempio concreto: le startup di SiamoSoci

Per esempio, le startup che ricercano degli investitori su SiamoSoci, poiché tutte generalmente nella stessa fase di evoluzione, hanno valori pre-money compresi tra 100k euro ed 1 milione e sono alla ricerca di investimenti tra 50k e 200k euro (la media si attesta su 150k euro). In una forbice ancora abbastanza ampia come questa, le idee valutate mediamente oltre 700k euro sono società che generano già fatturati di circa 100k euro annui o che, alternativamente, possono vantare partnership strategiche rilevanti come Atooma, la prima app italiana pre-installata sui Samsung Gears, che ha appena raggiunto il 100% di manifestazioni di interesse sulla nostra piattaforma.

 

E voi che valore date alla vostra idea? Raccontatelo nei commenti.

*Equity: capitale sociale. Suddivisione della proprietà societaria tra gli investitori di capitale di rischio.

 Photo Credits: Tax Credits