Melpyou, il portale del no-profit

Emanuele e la nascita del volontariato 2.0

Startup: Business, Silicon Valley, nerd, developer.  No profit: volontariato, tempo libero, associazione, sociale. Se queste sono le prime cose che vi vengono in mente, sappiate che Melpyou è la startup che annulla gli stereotipi, dato che ha creato il volontariato 2.0.

39 è il numero delle startup a vocazione sociale (e anche il numero di anni di Emanuele, founder di Melpyou) inserite nel registro delle imprese innovative: se tutte le imprese rispondono a un bisogno, infatti, qualcuna lo produce però beni e servizi di utilità sociale.

Emanuele Bellini ha una laurea in economia e una storia di volontariato, dagli scout,  all’ambito socio assistenziale. La sua startup non risulta appartenere alla categoria, ma si colloca comunque nell’ambito no – profit. Melpyou, infatti, è un portale che permette alle associazioni no – profit di segnalare i loro bisogni e agli utenti di offrirsi volontari anche in modo saltuario.

Come è nata l’idea di un portale del no-profit?

« Da oltre 12 anni di pellegrinaggi in bicicletta in giro per il mondo. In queste esperienze infatti ho vissuto spesso delle situazione di bisogno di aiuto: di bere, di ospitalità, di indicazioni… Sul cammino di Santiago, in particolare ho realizzato che le persone sono felici di aiutare chi è nel bisogno e allora ho pensato: perché non costruire un’occasione di networking tra chi chiede aiuto e chi vuole darlo?»

Come funziona?

«Melpyou è un portale a cui sono iscritte sia le associazioni sia le persone che hanno voglia di fare volontariato, che possono selezionare diverse associazioni da seguire in base ai loro interessi o alla zona in cui operano, per esempio. Nel momento in cui un’associazione ha bisogno, questo viene notificato agli utenti che la seguono».

Dov’è la maggiore innovazione di Melpyou?

«In assoluto nella possibilità di fare volontariato non in modo continuativo, ma occasionale: non c’è magari bisogno di essere legati fortemente a un’associazione, ma si può dare una mano quando si riesce. E in base a un bisogno reale».

Qual è stata la difficoltà più grande di imbarcarsi in questa nuova impresa?

«Per me, che avevo sempre lavorato in ambiti amministrativi e contabili, sicuramente il cambiare del tutto settore: la sfida però è davvero affascinante».

Quali sono i prossimi passi che farà Melpyou?

«Vogliamo continuare a migliorare sempre di più il sito: come obiettivo a lungo termine vorremmo diventasse anche una piattaforma di  e-commerce, perché uno dei nostri obiettivi è iniziare a sviluppare gadget per le associazioni. In questo senso stiamo pensando ad alcune joint venture con aziende che si occupino di abbigliamento in modo da diventare punti di riferimento sia per gli utenti finali che per le associazioni».

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