Luca Rancilio: l’esperienza dell’impresa Made in Italy al servizio dell’innovazione

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Rancilio è un nome che immediatamente ricorda una storia d’impresa italiana. Era il 1927 quando Roberto Rancilio fondò le Officine Meccaniche RR, “antenate” della celebre Rancilio, protagonista del settore produttivo di macchine professionali per il caffè espresso. Dopo il recente acquisto del gruppo Rancilio da parte di Ali Group, avvenuto nell’ottobre 2013, i nipoti di Roberto, Luca e Silvia, hanno scelto di incanalare i propri sforzi e le proprie competenze negli investimenti su altre aziende, creando il family office e business incubator Rancilio Cube.  Per questo hanno scelto di utilizzare SiamoSoci come strumento di ricerca di innovazione di aziende in fase di startup.

Luca Rancilio, fondatore di Rancilio Cube, spiega così l’interesse per le aziende non quotate:

«Ho passato vent’anni nell’impresa di famiglia, che aveva una tradizione senza precedenti nel suo ambito. Per quanto riguarda il presente e il futuro, la competenza nel mondo del Made in Italy e nell’export mi permette di considerare nuove possibilità per le aziende: se non ho più un prodotto definito, posso comunque operare per la valorizzazione delle imprese. In questo senso SiamoSoci è un bacino biunivoco di relazione, con attori del sistema imprenditoriale e con le startup: questo è fondamentale, perché l’impresa si deve muovere in tutte le direzioni per cogliere il buono che c’è».

Come si pone Rancilio Cube rispetto alla valorizzazione delle aziende non ancora quotate?

«Noi lavoriamo su più fasce: ci occupiamo di operazioni strutturate, come il comprare un pezzo di un’azienda matura, con magari una nuova branca in via di sviluppo, come una macchina a cui manca “solo” la benzina. Ma abbiamo interesse anche nelle startup, dove a volte il problema è l’opposto: continuando la metafora dell’automobile, ci sono pezzi sparsi da assemblare. In altre parole, nelle imprese innovative come quelle che trovo su SiamoSoci valorizzo il meglio secondo il mio punto di vista “industriale”, cioè quelle imprese caratterizzate dalla ricerca specifica che può avere una risonanza a livello mondiale dal punto di vista del mercato e del prodotto. Oltre a questo, c’è anche la parte più “affascinante” in un’azienda in questa fase: cervello, fantasia, voglia di fare».

Quali sono i fattori della sua esperienza ventennale in azienda primari nell’attività di family office e business incubator di Rancilio Cube?

«Ho sempre lavorato poco dietro la scrivania e molto a contatto con le persone e ho sempre operato in ambiti che richiedevano la capacità di prendere decisioni risolutive pur con pochi dati a disposizione. In SiamoSoci ho ritrovato la possibilità di quegli incontri faccia a faccia con un valore aggiunto: il filtro che la piattaforma offre rispetto alle imprese potenzialmente interessanti e, dal mio punto di vista, affini a Rancilio Cube. Per questo, nonostante il possibile scetticismo di un paese che ha una storia come quella italiana,  non si può che riconoscere il valore di una piattaforma che è oggettivamente uno strumento per l’impresa e l’economia del nostro Paese».

 

L’esperienza con Rancilio Cube è un altro passo di SiamoSoci verso uno dei propri obiettivi primari: avvicinare il mondo degli imprenditoria a quello delle startup innovative.

 

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