Investment Compact: cosa cambia per startup e pmi innovative

Investement Compact
L’Investment Compact è stato approvato grazie a 155 voti favorevoli, e si preannunciano novità per le startup innovative: manca solo la firma del presidente della Repubblica per farle diventare legge.

E’ nell’articolo 4 che si trovano le maggiori novità per le startup, dato che qui vengono delineati i requisiti per le Piccole e Medie Imprese innovative. Di seguito i principali cambiamenti, che vi avevano già preannunciato in questo post:

  • Prima e forse più attesa: sarà (finalmente) possibile per le startup costituire la società attraverso la firma digitale, evitando di ricorrere al notaio, utilizzando invece un atto notarile tipizzato ad hoc per questo scopo
  • L’ Istituto italiano di tecnologia, centro di eccellenza che promuove lo sviluppo tecnologico del nostro Paese e l’alta formazione in ambito scientifico, avrà la possibilità di costituire startup innovative o entrare nel loro capitale, anche con soggetti pubblici e privati, sia italiani sia stranieri. Sarà necessaria, per queste operazioni, un’autorizzazione sia del MIur che del Mef.
  • La “vita” delle startup innovative aumenta da 4 a 5 anni, e potranno rientrarvi le aziende costituite da non più di 60 mesi (prima erano 48). Sale a 5 anni anche l’esonero del pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio, una volta completata l’iscrizione al Registro Imprese.
    Altra norma prevede la creazione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, di un portale dove verranno segnalati tutti i bandi rivolti alle startup innovative e i relativi documenti necessari per partecipare. Entro il 30 luglio 2015 dovrà nascere anche un portale che raccoglie tutti gli interventi normativi relativi al settore delle start-up innovative.

C’è poi un’intera sezione della legge dedicata alle PMI innovative, che definisce in particolare:

Quali aziende rientrano in questa categoria

Possono definirsi Pmi innovative le società di capitali, anche cooperative, e cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato. Le caratteristiche necessarie per appartenere a questa categoria sono:

  • Non avere un fatturato superiore ai 50 milioni di euro annui
  • Non avere più di 250 dipendenti
  • Avere una di queste caratteristiche: 3% dei costi riferibile ad attività di Ricerca e Sviluppo (in cui non possono     rientrare  le spese per acquisto e locazione di beni immobiili, mentre quelle  per acquisto di tecnologia ad alto contenuto innovativo sì); ⅓ del team in possesso di  Laurea Magistrale,o ⅕ in possesso di Dottorato di Ricerca; essere proprietaria di una forma di protezione intellettuale o di protezione del software.

Con due di questi tre requisiti è possibile per le PMI, in seguito alla certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da soggetti revisori contabili, iscriversi alla sezione del Registro Imprese dedicato alle startup innovative godendo in parte degli stessi vantaggi (anche se non saranno esentate dal pagamento del bollo).

Cosa deve contentere l’autocertificazione per il Registro Imprese

  • Ragione sociale e codice fiscale;
  • Data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio;
  • sede principale ed eventuali sedi periferiche;
  • Oggetto sociale;
  • Breve descrizione dell’attività svolta, comprese l’attività e le spese in ricerca e sviluppo;
  • Elenco dei soci con trasparenza rispetto a fiduciarie, holding ove non iscritte al registro imprese di cui all’articolo 8 della legge n. 580/1993, con autocertificazione di veridicità, indicando altresì, per ciascuno e ove sussistano, gli eventuali soggetti terzi per conto dei quali, nel cui interesse o sotto il cui controllo il socio agisce
  • Elenco delle società partecipate
  • Indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale la cui prestazione lavorativa è connessa all’attività innovativa delle pmi, esclusi eventuali dati sensibili;
  • Indicazione dell’esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca;
  • Ultimo bilancio depositato, nello standard XBRL
  • Elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale;
  • Numero di dipendenti;
  • Sito internet

Le modalità di reperimento dei finanziamenti

Anche le PMI innovative potranno utilizzare i portali di equity crowdfunding per raccogliere capitali. E non solo: a raccogliere capitale in questo modo potranno essere gli stessi Organismi di investimento collettivo del risparmio e le società di capitali che  investono  prevalentemente  in  start-up  innovative  e  in  PMI innovative (in sostanza, fondi di Venture Capital e veicoli di investimento).

Accesso al Fondo Garanzia

Sarà possibile anche per le Pmi innovative usufruire del Fondo Garanzia per le pmi, isituito presso il MIse con funzione di garante del prestito.

Agevolazioni fiscali per gli investitori

Le agevolazioni fiscali riconosciute a chi investe in pmi innovative, (le stesse riconosciute alle startup innovative dall’articolo 29 del DL 179/2012) sono applicabili alle pmi innovative che operano sul mercato da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale, a condizione che  presentino un piano di sviluppo di prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell’arte nel settore interessato, approvato da un organismo pubblico.

 

In sintesi, una ventata di novità che startup e Pmi aspettavano da tempo: se sei d’accordo o meno con le nuove misure, segnalacelo pure nei commenti.

 

Aggiornamento: sul sito del Senato è possibile visionare i testi del Disegno di Legge e del Decreto Legge.

 

A questo link, invece, potete trovare la sintesi dell’intera policy per le PMI innovative sul sito del MISE.