Portare innovazione al cinema? Ci pensa Gypsymovies

Idea innovativa vuol dire anche guardare il settore in cui si è lavorato tutta la vita con uno sguardo nuovo, come quello di un figlio. Lorenzo Minoli ha fatto esattamente questo: seguendo il figlio Stefano è riuscito a portare un cambiamento nel settore in cui ha sempre operato, il cinema. Cambiando punto di vista

Da dove nasce Gypsy Movies?

Da una necessità pratica: io, per una vita, sono stato produttore di film televisivi in America, vincendo anche premi. Quando sono tornato in Italia ho provato a fare un po’ di distribuzione nelle sale del film che avevo prodotto insieme a mio figlio, “La marea silenziosa – Quelli della vespa”. Abbiamo incontrato molte difficoltà
burocratiche, a mio figlio è venuta la prima “idea” : “facciamo il nostro cinema, dentro un enorme tir”. Mi ha solleticato, ma dovevamo essere realisti: c’era bisogno di qualcosa che entrasse nei centri storici, e avesse determinati parametri di costo, doveva essere trasportabile con la sola patente B, flessibile e gestibile. E doveva arrivare dove non c’era più il cinema, dove c’erano solo i multisala, magari difficilmente raggiungibili.

Come quest’idea ha dato luogo a una vera e propria impresa?

Abbiamo collaborato con Paolo Bernardini, gestore di sale cinematografiche estive per Arci, sale che hanno costi elevati per le realtà comunali. Qui c’è stata la svolta: abbiamo pensato che se – in un camper – si infilano cento sedie, un generatore, un  proiettore, il sistema acustico e lo schermo, si può avere una sala cinematografica quando si vuole. Qui è nato il prototipo che abbiamo sottoposto a un comune. Sono loro, infatti, i nostri clienti ideali: in Italia ce ne sono più di ottomila, se riuscissimo a coinvolgerne almeno l’1% per noi sarebbe un grande risultato.

Quindi il vostro primo cliente è stato un comune?

No, un camping privato a Punta Ala. Ma ci interessa collaborare con comuni e sponsor, perché questo spesso implica riuscire a non far pagare l’utente finale, cioè chi va al cinema. Del resto farlo pagare implicherebbe anche dei problemi di logistica: non è semplice “bloccare” un’area esterna, come un prato. Semmai il nostro core business è un altro, raggiungere – grazie all’agilità – chi di solito non ha accesso al cinema. Del resto siamo sempre in fase di aggiustamento produttivo. Vorremmo arrivare ad avere 15 camion in giro per l’Italia, con annessa una piccola rete di distribuzione cinematografica, e diventare una “piccola cavalleria leggera” per la comunicazione.

Ma quale sarebbe la differenza tra voi e la vecchia “saletta dell’oratorio”?

Noi, con tutta evidenza, abbattiamo il costo della struttura, soprattutto quello della messa a norma e della gestione, riducendo l’impegno del comune. Del resto è insito nelle possibilità di sviluppo del nostro business la gestione delle sale comunali (ma è un progetto a lungo termine), così come la distribuzione, specie di film indipendenti. Per ora ci concentriamo sull’aumento nel numero di camion per poterci espandere, e sul rendere l’ idea sostenibile. Del resto è un business che si gestisce  3 persone e che durante l’anno ha costi veramente bassi.

 

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