Di cosa parliamo quando parliamo di startup

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E’ molto imbarazzante entrare in una conversazione in cui tutti usano una terminologia a voi sconosciuta. Data la quantità di termini riguardanti il mondo delle startup, è utile un glossario che durante eventi e networking, o se vi state avvicinando a questo mondo, aiuti a non perdersi durante le conversazioni. Eccolo!

 

Startup

 Secondo Steve Blank,

 

Una startup è un’organizzazione temporanea in cerca di un modello di business ripetibile, scalabile e profittevole
Nel linguaggio comune è utilizzato per indicare una nuova impresa generalmente nata nei due mercati oggi più in espansione: Internet e tecnologie dell’informazione.

 

Startup Innovativa

E’ una società di capitali di diritto italiano o una società europea con sede fiscale in Italia iscritta Registro Imprese. Per farne parte deve rispettare queste caratteristiche:

 

– Costituita da non più di 48 mesi (o non svolge attività d’impresa da più di 48 mesi)

 

– Dal secondo anno di attività il valore della produzione annua non supera i 5 milioni di euro

 

– Non distribuisce utili

 

– Ha come oggetto sociale  sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico

 

– non è stata costituita da una fusione o da una scissione societaria, oppure a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

 

E’ richiesto anche almeno uno di questi requisiti:

 

1) deve investire in ricerca e sviluppo almeno il 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione;

2) Un terzo dei dipendenti/collaboratori devono essere dottori di ricerca/dottorandi, oppure laureati che abbiano svolto attività di ricerca per almeno 3 anni.
3) E’ titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto  per invenzione industriale o biotecnologica, di una topografia di prodotto a semiconduttori o di una nuova varietà vegetale direttamente relativi all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

 

 

Business Angel

Investitore informale nel capitale di rischio di imprese. Per investitori “formali” si intendono coloro che adottano un approccio di analisi formale agli investimenti nell’equity, come i Fondi Chiusi d’Investimento (Venture Capital e Private Equity).
I Business Angel tipicamente sono ex titolari di impresa, manager in pensione o in attività, liberi professionisti che hanno il gusto della sfida imprenditoriale.
Questa si concretizza nell’ acquisire parte di una società che operi in un business, spesso innovativo, rischioso ma ad alto rendimento atteso, con l’obiettivo di realizzare nel medio termine (5-7 anni) , delle plusvalenze dalla vendita, parziale o totale, della partecipazione iniziale.
L’apporto che il Business Angel tende a portare alla startup è sia economico, attraverso il capitale, sia relativo alle competenze.

 

 

Crowdfunding:

Modalità di investimento in cui il capitale necessario è raccolto da un vasto numero di persone principalmente online.

 

Esistono quattro tipi di crowdfunding:

 

Donation Based: si basa, appunto, sulla donazione e non ha vincoli eccessivi. Di solito è legata a iniziative di lungo termine, di cui vengono finanziati di volta in volta singoli progetti.

 

Loan Based: si fonda sul prestito. Il denaro va quindi restituito (con o senza commissioni a seconda dei casi).
Reward based: basato sul premio. In questo caso si prenota un bene non ancora in commercio a un prezzo di favore o si finanzia un progetto in cambio di qualcosa (per esempio, la registrazione di un album in cambio di essere citato nei ringraziamenti).

 

Equity based: questo è il caso più delicato, perchè si basa sull’acquisto di azioni. L’Italia infatti è famosa per essere il primo paese al mondo con una regolamentazione sul Crowdfunding (a opera della Consob).

 

Photo Credits: Claudio Riccio