Come scegliere un designer per la tua startup

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Questo post è stato originariamente scritto da Paul Adams, Head of Design di Intercom.io. Quando si parla di design del prodotto, tanti sono i quesiti che emergono: mi serve un visual designer o un product designer? Mi serve DAVVERO un designer?E qual è il valore aggiunto che una di queste figure può portare al mio prodotto o alla mia startup? A queste domande Adams risponde in modo puntuale, con l’obiettivo di sfatare alcuni falsi miti sul ruolo del designer e di interrompere una volta per tutte i circoli viziosi da essi generati.

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Un bel prodotto, in grado di risolvere un problema che nessuno ha, è destinato a fallire; un prodotto brutto, ma in grado di risolvere un problema reale avrà invece successo.

Esiste un circolo vizioso legato all’incomprensione sul design di prodotto

Per anni, l’importanza di un design eccellente nello sviluppo di un software è stato decisamente sottovalutata quanto fraintesa. Da sempre i designer di tutto il mondo lamentano il fatto che i loro colleghi product manager e ingegneri stavano chiedendo loro una progettazione visiva di qualcosa di già definito, etichettandoli in modo offensivo come “scimmiette” di Photoshop. Così i designer, sentendosi rinchiusi in questo ruolo di “scimmietta”, erano sempre alla ricerca di un nuovo team o di un nuovo lavoro. Sapevano che questo non aveva assolutamente a che fare con il design.

Molti professionisti hanno lavorato instancabilmente per anni con l’obiettivo di cambiare questa visione e per spiegare che il design non aveva a che fare con il modo in cui il prodotto si mostra ma con il modo in cui il prodotto funziona. Steve Jobs lo ha detto meglio :

“La maggior parte delle persone fanno l’ errore di pensare che il design sia legato all’apparenza. La gente lo ritiene una semplice ‘impiallacciatura’ e pensa che il designer riceva una scatola e si senta dire semplicemente ‘falla sembrare bella’. Non è così: non si parla solo di look and feel. Il design e’ come il prodotto funziona”.

Lentamente ma inesorabilmente, le società di software si sono rese conto che il design del prodotto ha portato le aziende stesse a superare le concorrenti ed Apple ne è l’esempio più evidente e più redditizio. Questa maggiore comprensione del potenziale insito in un buon design ha portato a una crescita nei posti di lavoro in questo settore e a una maggiore comprensione per le aziende della necessità di un buon design per diventare competitivi. Tuttavia, queste stesse aziende non capiscono fino in fondo quello di cui hanno bisogno: è una nuova disciplina per loro e scelgono quindi di andare in posti come Dribbble per trovare “buoni designer” . Eppure, Dribbble non è rappresentativo di ciò che il design è veramente, ed è proprio qui che sta il circolo vizioso:

 

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I risultati di questo circolo vizioso fanno compiere diversi passi indietro al nostro lavoro, perché perpetua questo equivoco del design, ovvero il falso mito che il design sia principalmente “estetica”; in questo modo i recruiter assumono visual designer, aspettandosi che siano grandi product designer e impostando, di conseguenza, le basi per il fallimento.

 

Il visual design, da solo, non esiste

(Nel mio primo post) ho percorso quattro livelli di progettazione :

  • Il risultato effettivo del lavoro di progettazione
  • Il design dei componenti necessari
  • Le interazioni dettagliate
  • Il livello visivo

Credo che nessuno di questi livelli esista indipendentemente dagli altri. I migliori designer comprendono esattamente tutti e quattro questi livelli, ma quello che comprendono meglio è come progettare fantastiche interazioni. Nella mia esperienza, i migliori designer con cui ho lavorato sono stati brillanti in uno o due di questi livelli e molto molto bravi negli altri. Con la capacità di progettare su diversi livelli, la somma è di gran lunga superiore alle singole parti.

 

Valutare i designer sulla base del livello di cui avete bisogno

Quando devo assumere un designer, sono solitamente alla ricerca di persone che eccellono a due dei livelli sopra citati, con un enorme appetito e passione per apprendere poi gli altri.

Recentemente questo era il profilo del designer che stavo cercando:

 

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Come minimo, invece, il profilo di un visual designer dovrebbe essere simile a questo:

 

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Prima di dire “Abbiamo bisogno di un designer !”, pensate a che tipo di designer vi serve davvero. Per le start-up, un CEO orientato al product design avrà bisogno di qualcosa di diverso rispetto a un CEO maggiormente orientato all’analisi finanziaria. E, a proposito, prima di concludere che avete bisogno di tutto :) sappiate che questo profilo è incredibilmente raro:

 

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Non si può separare il visual design dall’interaction design

Il visual design si intreccia con la progettazione delle interazioni: loop, cambiamenti di stato, cambiamenti di dati. Questo non è design cartaceo. Il “come qualcosa appare” dovrebbe servire il “come qualcosa funziona”. Se sei un visual designer che vuole capire meglio il livello di interazione, ti consiglio di legger il libro di Dan Saffer “Microinteractions“.

Alcuni commentano che il visual design è la cosa principale che attira le persone verso un prodotto ed è quindi il livello più importante. Io non la penso così. Il visual design, certo, è incredibilmente importante, ma le persone sono anche attratte da qualcosa che prometta valore – ciò che il prodotto è, quello che rappresenta il suo valore – in altre parole, il ruolo dei livelli di progettazione superiori. Di volta in volta, abbiamo assistito a prodotti brutti che riescono ad avere successo (per esempio Craigslist) e bei prodotti che invece falliscono (ad esempio Color) . Le cose esteticamente belle possono attirare le persone, ma queste persone non continuano a utilizzare il prodotto quando le cose, al di là del fattore estetico, sono mal progettate. Tutti i livelli sono di fondamentale importanza.

 

Dribbble non è ciò per cui viene definito, è ciò per cui viene usato

Infine parliamo specificatamente di Dribbble (ndt: Dribbble è il social network su cui designer e grafici possono condividere, anche soltanto in parte, i propri progetti futuri e in corso). Il primo post non era un attacco a Dribbble come prodotto (e mi piacerebbe sentire il parere di Dan e del suo team su ciò che stanno costruendo), il discorso era qualcosa di più ampio. Qui si tratta di spezzare il circolo vizioso dell’incomprensione sul design.

Per quanto riguarda la reazione da parte delle persone che sostengono Dribbble, il punto principale per me è che Dribbble non è quello che la gente dice che è, è quello per cui la gente lo usa. Come ben sanno tutti quelli che hanno realizzato una piattaforma web, non è possibile prevedere come questa verrà usata dalle persone. La piattaforma poi reagisce, si adatta, si evolve. La gente dice di Dribbble che è un ” sito vetrina “, “che mostra e racconta” , ” un Twitter per i designer” , “un luogo per disegnare le cose senza doversi preoccupare dei vincoli del mondo reale”. Secondo me. nessuna di queste spiegazioni ha molto senso. Se si tratta di mostrare lavori in corso e progetti, allora mi aspetto di vedere roba cruda, schizzi, prodotti semi-lavorati. Eppure, la maggior parte delle cose su Dribbble sono esecuzioni perfette. Se si tratta di ispirazione visiva, allora va benissimo , ma è più arte che design e sicuramente non si tratta di un posto primario dove trovare grandi designer. Abili lavoratori in campo artistico, grandi artisti grafici, certo. Ma non designer.

Il miglior punto di vista che ho letto è che Dribbble è come un sito di annunci, un modo per guidare recruiter al tuo sito web, dove possano trovare il tuo pensiero, i tuoi schizzi, il tuo processo creativo.

 

Essere popolare su Dribbble non fa di te un grande designer

Su Dribbble si possono trovare certamente alcuni grandi designer o esempi di grandi progetti, che si concentrano tutti su livelli non di Visual Design, (grazie per gli esempi DC Townson e Alex) . Ma sono l’eccezione. Nella maggior parte dei casi, un portfolio Dribbble popolare è semplicemente la prova che siete esperti con software di grafica, che conoscete le attuali tendenze del visual design e, in alcuni casi, che siete bravi in uno dei quattro livelli di design che ho accennato. Ma non esiste alcun nesso di causalità tra la popolarità su Dribbble e una grande capacità nel lavoro di progettazione e consegna di un prodotto.

 

Tutto ciò che conta è spezzare il circolo vizioso

Non mi importa tanto di Dribbble e nemmeno di qualsiasi altro sito per mostrare i propri portfolio. Mi preoccupo più di rompere questo circolo vizioso. Temo che i giovani designer non vengano adeguatamente istruiti circa il grande potenziale di un buon lavoro di design. Mi interessa che questi stessi giovani designer non vengano assunti in un lavoro già impostato verso il fallimento, che non finiscano inconsapevolmente per progettare prodotti che nessuno vuole o interazioni nessuno comprende. Mi interessa che le aziende che investono nel design non falliscano perché hanno frainteso ciò di cui avevano bisogno. Si tratta di formazione al design e, soprattutto, l’idea che il design abbia fondamentalmente a che fare con come qualcosa funzioni, non come appaia.