Come riconoscere una startup di successo

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L’Italia non è certo famosa per avere un bacino di potenziali investitori in startup – i business angel – particolarmente sviluppato. E’ vero, però, e i numeri lo dimostrano, che esistono persone interessate a questi business. A frenare un potenziale investimento in startup potrebbe essere la semplice domanda: come faccio a scegliere la startup “giusta” su cui investire, la cosidetta startup di successo?

Le startup italiane- come si capisce anche dai numeri del Registro imprese – sono in continuo aumento, e sempre più imprenditori propongono i propri progetti. Solo su SiamoSoci, negli ultimi sei mesi, hanno aperto la campagna in media cinque startup al mese (qui quelle ancora aperte). Come fare allora, una volta scelto di supportare una startup, a sceglierne una, tanto più se opera nello stesso settore di altre?

 

Fatti convincere dall’idea (e non ti spaventare)

E’ diventata – o quasi – leggenda la celebre discussione su Quora sulle idee apparentemente prive di senso, o ridicole, diventate poi startup di successo. Michael Wolfe, imprenditore seriale, ha risposto alla domanda citando le più ricche imprese di oggi, sostenendo che le idee alla base di queste startup sembravano stupide, finché non sono state viste in azione. Continuando a citare Wolfe, tra i suoi esempi troviamo Facebook e Amazon, così descritti:

Facebook: creiamo un altro MySpace, con l’unica differenza che arriviamo in ritardo. E lo apriamo agli studenti delle Ivy League, anti-sociali per definizione. Ma tutti vorranno accedere, pur di imitare gli studenti di Harvard.

Amazon: Venderemo libri online, anche se la gente ha paura di usare le carte di credito online. Le spese di spedizione andranno a pareggiare tutto il denaro che risparmiano. Faranno tutto questo per comodità, anche se dovranno aspettare una settimana per avere il libro.

E andando oltre questi il post di Quora, possiamo ricordare anche l’italianissima Yoox, che nacque come ecommerce nel settore fashion quando comprare una scarpa senza provarla sembrava una follia.

 

 Team, prodotto e mercato

Non è un caso se li abbiamo inseriti nel post in cui consigliamo alle startup come compilare il proprio business plan. Riportiamo anche un‘infografica di Funders&Founders che chiarisce bene il concetto:

Come riconoscere una startup di successo

Una volta conosciuti i dettagli del business della startup, potrai farti determinate domande sul tuo potenziale investimento. Alcune delle più importanti sono già nell’infografica, altre le elenchiamo qui di seguito:

  • Conosco il settore di riferimento di questa startup? Ne riconosco le potenzialità a livello di mercato?
  • Esiste già un Minimum Viable Product, il “prototipo” del prodotto da testare?
  • Come hanno reagito gli utenti a un eventuale test di mercato? Sarebbero disposti a pagare pur di utilizzare il prodotto?
  • Le competenze del team sono collegate al mercato di riferimento? O magari si è scelto questo settore perché è un “trend”?
  • Il team, così com’è formato, potrebbe “sopravvivere”? E’ formato da persone che puntano tutte all’obiettivo?
  • Se anche l’idea è già stata testata da altre aziende, il team ha trovato un modo differente – e potenzialmente più efficace – per proporla al mercato?

 

Questione di feeling

Per dirla con le parole di Marco Villa, vice-presidente di Italian Angels for growth,

Investire in un team ed in un’idea è una questione di feeling. Sia che l’investitore sia più formale, come un venture capital, che informale, come nel caso degli angel. Un’idea che attrae un investitore può lasciare indifferente un suo collega e per ragioni non sempre e non solo oggettive: può crearsi o meno la giusta intesa con i founder, ragioni di portfolio possono far preferire un settore rispetto ad un altro in un determinato momento.

Del resto, investire in una startup rimane una scelta differente da un investimento “classico”. Devi essere pronto a non investire solo capitale, ma a offrire consulenze grazie alla tua esperienza e a mettere a disposizione i tuoi contatti.

Non è tutto oro quel che luccica

In un mondo in cui il networking conta moltissimo, bisogna stare attenti a non farsi “confondere” da questa capacità dei membri del team. Non è detto che, se sono in grado di creare tanti contatti e di qualità, il loro prodotto sia adatto al mercato o che riusciranno a realizzarlo nel modo migliore. Stessa cosa per quanto riguarda il crowdfunding. Naturalmente siamo spinti a investire su un progetto che ha già attirato l’interesse di altri investitori, e che sta avendo (di riflesso) grande successo mediatico. Ma anche quella della “raccolta fondi” è, in parte, una capacità del team: avviare una campagna richiede sforzi, investimenti su marketing e comunicazione e strategia. Allo stesso modo, possono esistere progetti validissimi ma carenti a livello “pubblicitario”. Se il team non ha concentrato i propri sforzi sulla promozione della startup e sulla facilità di comprensione del progetto, potresti essere tratti in inganno e non considerare il loro progetto. Ma potrebbe trattarsi, appunto, di una sola mancanza di attenzione al marketing: non fatevi ingannare dalle apparenze. 

 

Questi sembrano essere i primi elementi a cui porre attenzione quando si cerca una startup su cui investire. Sicuramente ce ne sono molti altri, che cercheremo di proporre nei prossimi post o che possono essere segnalati nei commenti.