Business Plan. Introduzione al documento che ogni startup dovrebbe conoscere

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Spesso per partecipare a startup competition o programmi di accelerazione, così come per aprire una campagna su SiamoSoci, non basta presentare una buona idea. Man mano che il vostro progetto prende forma infatti sarà necessario presentare documenti più tecnici che riguardano la realizzazione economico finanziaria del vostro progetto: il primo a essere richiesto è il Business Plan.

Overview

Il Business Plan è il documento che viene redatto per descrivere un progetto imprenditoriale e volto a esporre in ottica futura le ricadute economico-finanziarie della sua realizzazione. Lo scopo del piano è valutare la fattibilità della business idea. Questo perché il buon senso vuole che il fondatore di una startup (così come di un’azienda attiva da tempo), prima di lanciarsi nella realizzazione della propria idea, ne verifichi la sostenibilità economica (e, prima ancora, tecnica) attraverso una serie di valutazioni che, tutte insieme, non sono altro che il nostro Business Plan. Ciò significa evitare categoricamente quanto, purtroppo, sembra essere diventato la prassi, ovvero, prefiggersi dei risultati economici e ricreare a ritroso dei dati economici che li supportino. Si tratta di un comune errore descritto da Yossi Vardi, il popolare imprenditore e angel israeliano, come “financial reverse engineering”.

 

Contenuti necessari

Le informazioni che un Business Plan deve contenere sono riassumibili in tre macro-categorie: Impresa, Progetto, Financials. Descriveremo meglio, nei prossimi giorni, ognuna di esse. Per il momento, è importante sottolineare che, qualunque sia la vostra idea, le basi su cui costruire la propria analisi sono sempre le stesse. È fondamentale descrivere il proprio team, indicandone le competenze, il mercato in cui si vuole operare, la strategia che si adotterà, il prodotto/servizio oggetto del piano, i propri punti di forza e di debolezza e, infine, dopo questa che può essere definita la parte “qualitativa” del documento, supportare il tutto con dei dati finanziari, la parte “quantitativa”. Come è facile intuire, che voi vogliate aprire una panetteria o che stiate pensando al nuovo social network che metterà in difficoltà Facebook, il vostro punto di partenza passerà sempre dai punti appena indicati.

 

Utilità del Business Plan

Alcuni VC, e investitori più in generale, ritengono superfluo analizzare un Business Plan. Questo perché, mediamente, la qualità di questo documento è molto bassa. Ecco perché noi di SiamoSoci vogliamo darvi una mano per comprendere quali informazioni è bene inserire nel proprio piano e quali evitare, che linguaggio utilizzare, qual è la lunghezza ideale (anche se è un dato indicativo, è bene non superare le 35/40 pagine) e tante altre informazioni che vi torneranno utili per scrivere il vostro Business Plan. Per il momento, senza addentrarci nella descrizione dei singoli capitoli che lo compongono, ricordate che un buon Business Plan deve:

 

  • essere chiaro e conciso

  • riguardare un orizzonte temporale medio-lungo (5 anni) con un livello di dettaglio decrescente

  • riportare le fonti dei dati

  • utilizzare, laddove necessario, grafici e tabelle, ma senza abusarne

  • aprirsi con l’Executive Summary, un sunto dell’intero BP che, tuttavia, va redatto per ultimo

  • illustrare i dati economici utilizzando gli schemi previsti dalla prassi finanziaria

 

A breve ritorneremo sull’argomento del Business Plan per darvi altri consigli su come strutturarlo al meglio: se avete domande particolari potete segnalarcele nei commenti e cercheremo di rispondere nel prossimo post. Intanto potete ripassare gli altri consigli per startup sul nostro blog o venirci a trovare su siamosoci.com.

 

Photo Credits: photosteve101