Bitcoin: lavori in corso per startup, UE e banche

La settimana scorsa a New York si è tenuto il Consensus, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al mondo bitcoin e Blockchain, organizzato dal portale CoinDesk. L’evento ha visto la partecipazione di molti team e professionisti da tutto il mondo, come i nostri partner di BLOCKCHAINLAB. Tra i temi affrontati la standardizzazione dei processi, la natura open del software e l’identità digitale.

Nel frattempo il resto del mondo si chiedeva se l’imprenditore australiano Craig Wright fosse davvero il mitico Satoshi, notizia che ha fatto sussultare l’andamento del bitcoin senza trovare però riscontri sufficienti. E il mistero continua…

Nel Vecchio Continente intanto, l’europarlamentare lituano Antanas Guoga a fine aprile ha pronunciato un discorso pubblico a favore della Blockchain invitando i colleghi ad approfondire il tema, in vista delle norme che necessariamente il Parlamento dovrà votare.

I’m sure a lot of us politicians haven’t got any bitcoins at the moment and we’re trying to make laws for something we don’t understand. I would suggest everyone to get some bitcoins and really learn about the system. It’s a huge leap forward and a huge opportunity.

 

 

In questo scenario le startup che lavorano sulla Blockchain (in Italia sono 115) puntano in alto: non solo per rendere più efficienti gli strumenti classici, ma per modificare le fonti di profitto. Molte di loro infatti lavorano a soluzioni rivolte alla produzione diretta di valore.
Le banche invece, protagoniste di FintechStage a Milano il 5 e 6 maggio scorso, sempre più attente alla crescita del settore, sono alla ricerca di soluzioni per ridurre i costi e migliorare l’offerta verso i clienti.In particolare i i grandi gruppi guardano alla Blockchain, secondo un articolo pubblicato da Morgan Stanley, per migliorare il sistema di pagamenti in tempo reale tra Euro, Sterlina e Dollaro.
Tuttavia sia le banche che le startup devono ancora superare vincoli come le normative nazionali e internazionali, i costi di per i nuovi setup e la definizione delle governance.

Nei prossimi mesi intanto è “in programma” il block reward halving, ovvero il dimezzamento dei ricavi per i miner.
Dai vari forum sul tema appare chiaro che la community del bitcoin è pronta a questo variazione questa nuova fase, pertanto non dovrebbero verificarsi le classiche variazioni del prezzo legate a situazioni impreviste. In ogni caso, nel medio termine la riduzione delle forniture bitcoin a causerà l’uscita dal mercato di alcuni miner e questo farà crescere la domanda, che si tradurrà in un aumento del prezzo dei bitcoin.